lunedì 1 dicembre 2014

Storia del cinema erotic-horror

CAPITOLO I

Le vampire lesbiche


 http://www.dailymotion.com/video/xxp3yz_vampyros-lesbos-1971-μεροs-1_shortfilms
http://www.dailymotion.com/video/xtgu5n_vampyros-lesbos-2part_shortfilms



Filmografia essenziale e spunti vari sul tema:

BLOOD AND ROSES (1960), di Roger Vadim



Nel titolo  originale in francese "Et mourir de plaisir (Le sang 

et la rose)"film basato vagamente sul plot di "Carmilla", il  

noto racconto horror scritto da Joseph Sheridan Le Fanu nel 1870 . 


E l'opera di Vadim va menzionata fra i primi ottimi, riusciti

 esempi cinematografici di horror erotico proprio perchè introduce 

il tema del vampirismo lesbico, che tanta fortuna e sviluppi avrà in 

autori cult come Jean Rollin  e Jess Franco, per citarne solo alcuni ( per i film di questi due grandi semi-dimenticati del cinema rimandiamo con i link di cui sopra ai blog che abbiamo loro dedicato)

e naturalmente senza dimenticare la produzione della mitica 

Hammer, con opere come " The vampire lovers" (1970), 




sceneggiato da Tudor Gates e diretto congiuntamente 

da Harry Fine e Michael Style;  "Lust  for a vampire" ( nel titolo

 italiano "Mircalla l'amante immortale" ) , scritto anche questo da 

Tudor Gates e diretto da  Jimmy Sangster 




e "Twins of evil" alias " Le figlie di Dracula" (1972), del regista

 John  Hough e dell'onnipresente sceneggiatore, specialista 

affermato in vampirismo lesbico , Mr. Tudor Gates



                                                
Altra figura fondamentale nella storia del cinema erotic horror 

lesbico è  naturalmente Erzsebet Bathory, 

personaggio  storicamente  vissuto e alla quale in un processo

 celebratosi nel tardo medio evo, si attribuì  la commissione di 

oltre cinquecento delitti di giovani donne da lei torturate

 sanguinosamente, tanto da meritarsi il titolo di una delle più feroci 

serial killer di tutti i tempi e anche quello di  essere appunto una 

vampira lesbica.

La Bathory, come Carmilla,  ha dunque ispirato tantissime

 rivisitazioni cinematografiche, tra le quali il memorabile 

"Daughters od darkness" (1971), del regista  belga Harry Kumel, 




film tra l'alto noto fra gli appassionati del  BDSM per le sue sottili venature sadomasochistiche

 Da menzionare anche "Immoral tales" (1974), di Walerian 

Borowczyk, 




il trash "The bloody Countess" (1973), di Jorge Grau ( nel 

titolo originale  " Cerimonia sangrienta" )





Il pruriginoso " Vampyres" (1974), scritto da D. Daubeney e

 diretto da Joseph Larraz





"The Blood Spattered Bride" (1972), scritto e diretto da

 Vicente Aranda



"The hunger " (1983), di Tony Scott

 "Eternal" (2003), scritto, diretto e prodotto da Wilhelm Liebenberg, con la co-regia di Federico Sanchez.





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Monografie su Jean Rollin e Jess Franco i massimi cultori del vampirismo lesbico



JEAN ROLLIN


(1938-2010)



Il regista francese Jean Rollin ha dedicato gran parte della 

propria produzione cinematografica al 'sottogenere' horror-

erotico del vampirismo lesbico

Da " Rape of the vampire" (1969), " The naked vampire" 

(1970), " The shiver of the vampires" (1971) e "Lips of blood "

(1975), questo cineasta ha tradotto la sua ossessione per le 

dracule in succinte gonnelle, in magnifici film cult, come

 " Fascination"

Lo stile di Rollin divide parecchio pubblico e critica, ma noi lo

 consideriamo un indiscutibile  maestro capace di 

contaminare efficacemente sexploitation ed autentica arte 

cinematografica  


Brigitte Lehaie


"Fascination(1979)

Se mi si chiedesse di indicare i dieci migliori film di horror erotico che io abbia visto, certamente Fascination (1979) di Jean Rollin, farebbe parte di questa ristretta cerchia. Già efficacissima la sequenza d'apertura, di atmosfera quasi vittoriana, con l'inquadratura di una mano di donna che sfoglia un prezioso libro antico all'interno di un ambiente nobiliare e raffinato, per poi passare bruscamente alla scena in cui eleganti e belle signore bevono sangue da calici di vetro, dentro uno squallido mattatoio alla presenza del macellaio e di un mentore che le istruisce sulle proprietà benefiche e vitalizzanti dello stesso sangue. Il climax sensuale è raggiunto quando una di loro immerge il dito nella linfa delle povere bestie per poi adoperarlo come un rossetto e farlo scorrere sulle sue labbra carnose.




 Il soggetto del film, in cui i personaggi femminili apparentemente inermi si rivelano in realtà vere carnefici, pur assai ammalianti, del criminale in fuga che trova rifugio, amore, sesso promiscuo e pericolo di morte presso la loro sontuosa ed isolata dimora; la maestria del regista nel girare con lentezza sapiente e montaggio ritmicamente perfetto fra campi lunghi e primissimi piani , alternando scene che potrebbero benissimo essere tratte dai film di James Ivory, come quella delle due ragazze vestite in stile tardo ottocento che ballano su di un ponte al suono di un antico fonografo per poi indulgere in bagni di sangue splatter alla Dario Argento; la fotografia con forti tinte cromatiche tendenti al rosso, al rosa e al viola; l'ottima recitazione delle protagoniste; le musiche suggestive e inusualmente solenni; la scenografia estremamente curata; e non ultima la bellezza conturbante di Brigitte Lehaie, la quale si spinse oltre questo genere e frequentò in lungo e in largo anche il porno, rendono eccezionalmente qualitativa quest'opera, tanto da potersi considerare il capolavoro di Rollin. 










"Lips of blood" (1975)



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CAPITOLO II

Lo zampino del diavolo: erotic horror e Mefistotele



"The devil's doll"

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